Intervista a Luca Sheng, presidente UNIIC e fondatore di China Power

Luca Sheng Song Luca Sheng Song è presidente di Uniic e fondatore e CEO di China Power, società di gas ed energia. Nato in Cina nel 1984, arriva in Italia all'età di 5 anni. Dopo l'infanzia in Toscana, nel 2000 si stabilisce con la famiglia a Milano, dove si laurea in general management alla Bocconi.
Da dove nasce la tua idea imprenditoriale? Terminati gli studi, ho inziato a lavorare in Prysmian, nata dall'acquisizione della divisione cavi e sistemi Pirelli, poi sono approdato in consulenza strategica presso Value Partners ed infine nella boutique di M&A Fante Group. Dopo essere cresciuto in realtà così importanti, ho deciso di valorizzare la mia esperienza e ho risposto ad un'esigenza delle imprese italo cinesi, quella della semplificazione delle procedure di fornitura di energia. Così nel 2013 ho fondato, insieme a Marco Jin ed altri soci, China Power, che fornisce gas ed energia con bollettazione e servizi costumer care in lingua cinese. Siamo la prima esperienza di questo tipo in tutta Europa.
Un primo bilancio a 5 anni dalla nascita di China Power? È stata una bella intuizione. Oggi abbiamo quasi 5mila clienti, soprattutto  imprese italo cinesi, ma anche un buon numero di clienti privati. Siamo presenti in tutta Italia ed abbiamo una sede anche a Prato. E tra dipendenti e collaboratori siamo più di 20, metà dei quali italiani.
Passando a Uniic, tu sei stato uno dei fondatori. All'inizio, nel 2012, eravamo una decina. Non sono stati anni facili perchè partivamo da una condizione in cui non eravamo nè perfettamente cinesi nè italiani e non avevamo nessuno che ci desse voce. Il percorso è stato tortuoso,  iniziato con la rivolta di Chinatown e la decisione del Comune di mettere le telecamere all'ingresso di via Sarpi. Quella scelta ci penalizzava e così abbiamo raccolto più di 300 firme a sostegno della nostra petizione. Abbiamo fatto causa al Comune e vinto al Tar. Ma ora i rapporti con l'amministrazione sono molto buoni, nonostante tutto sia iniziato con un litigio. Oggi Chinatown è diventata più bella e Uniic ha dato il proprio contributo all'integrazione, che è a vantaggio di tutti.
Dal 2017 sei presidente di Uniic, quali sono i prossimi passi dell'associazione? La forza di Uniic sta nel governo di squadra. Sotto la guida di Francesco Wu, l'associazione è nata e si è affermata sul territorio. Ora Uniic sta attraversando un processo di maturazione e di strutturazione. Inoltre stiamo rafforzando il dialogo con la Cina. Siamo stati già invitati diverse volte dal Governo cinese, che guarda con interesse alla nostra generazione, anche per l'attuazione della "One belt, one road", il programma di investimenti infrastruttuali e commerciali cinese.